Scorie nucleari sulla Murgia. Carlucci si schiera con il no.

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È stata resa nota ieri dalla Sogin, società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee. Si tratta di un elenco dei siti ove potrebbero essere sistemati definitivamente i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività, oggi stoccati in siti provvisori.

Tra Puglia e Basilicata, le aree fra cui decidere sono 6, nei Comuni di Altamura, Matera, Laterza e Gravina di Puglia, in pratica tra i 50 e i 60 chilometri da Bitonto. Dopo il via libera alla Carta, partiranno 2 mesi di consultazione dei documenti, seguiti da 4 mesi seminario nazionale. In questo arco di tempo sarà possibile effettuare osservazioni tecniche.

Oltre ad un coro unanime delle associazioni ambientaliste che affermano la loro piena contrarietà in termini di merito, anche le forze di opposizione di centrodestra e turbe di sindaci e presidenti di regioni hanno rilevato questioni di merito nell’approccio del governo giallorosso rispetto a queste valutazioni, lamentando di non essere stati per nulla coinvolti nelle decisioni.

Peraltro, il consigliere comunale di Acquaviva, Francesco Colafemmina, ha lanciato una petizione online su change.org per sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali nei confronti della tutela della biodiversità e salubrità dei luoghi murgiano e lucani.

Acquavivanet – Rubrica “Dal Basso” ha raggiunto il Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, per una breve dichiarazione in merito alla vicenda.

«Ho sottoscritto anch’io la petizione. Sono più di vent’anni che cercano di rifilarci le scorie» così il Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci che ricorda anche una esperienza personale nell’approfondimento e nella mobilitazione della “questione ambientale” al Sud: «Ho seguito la rivolta di Scanzano Jonico e insieme al giornalista Tony Massari scrissi anche un libro, Fragole e Uranio, sui pericoli legati ai depositi di scorie nucleari. Penso che questa pervicacia nello scegliere l’area murgiana appulo-lucana debba farci riflettere sulla considerazione che lo Stato centrale ha di questa parte del territorio meridionale che viene considerato una specie di deserto arido e senza senso. Invece ha una fortissima vocazione turistica, rurale e agroalimentare. Dobbiamo farlo comprendere al governo centrale che, sono sicuro, capirà».

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